Parte 1 — I sette settori nel primo semestre 2026

Nel primo semestre 2026 la spesa per la difesa in Europa si è tradotta, in misura crescente, in una questione di capacità produttiva più che di volontà politica. Nello stesso periodo l'intelligenza artificiale ha continuato a polarizzare i mercati tra i settori che ne beneficiano direttamente (i semiconduttori) e quelli che ne sostengono i costi in termini di capex senza ancora un ritorno visibile. L'automotive, infine, ha attraversato una fase di forte incertezza giudiziaria — una sentenza della Corte Suprema USA ha rimesso in discussione i dazi imposti dall'amministrazione Trump — in concomitanza con un conflitto in Medio Oriente che ha fatto salire il costo dell'energia.

Il filo conduttore geopolitico: due eventi hanno dominato il semestre più di ogni trimestrale aziendale. Il primo è la guerra tra USA/Israele e Iran, scoppiata il 28 febbraio 2026, che ha chiuso di fatto lo Stretto di Hormuz e fatto oscillare il Brent tra i 70 e i 120 dollari al barile nel giro di poche settimane. Il secondo è la sentenza della Corte Suprema USA del 20 febbraio 2026 (Learning Resources, Inc. v. Trump), che ha dichiarato illegittimo l'uso dell'IEEPA per imporre dazi commerciali — con la Tax Foundation che ha stimato oltre 160 miliardi di dollari di dazi riscossi illegittimamente, in parte rimborsati alle aziende nei mesi successivi.

Difesa/Aerospazio — la capacità industriale come vincolo della domanda

Dopo un 2025 in cui i titoli della difesa europei sono più che raddoppiati, il 2026 è stato un anno di consolidamento più che di ulteriore rally: a fine maggio l'indice STOXX Europe Aerospace & Defence era leggermente negativo da inizio anno, mentre backlog e ordini hanno continuato a crescere a doppia cifra. Rheinmetall ne è l'esempio più rappresentativo: dai massimi di settembre 2025 il titolo ha perso quasi metà del proprio valore dopo la cancellazione del programma di fregate tedesche F126 (24 giugno, −19% in una seduta), per poi recuperare il 17% nelle settimane precedenti il vertice NATO di Ankara. Dassault Aviation ha invece sorpreso in positivo: +8-10% intraday il 23 luglio su ricavi H1 in crescita del 46% e sullo slancio dell'export Rafale, nonostante lo stop al programma FCAS/NGF condiviso con la Germania. General Dynamics ha guadagnato il 7,75% pre-market il 29 aprile su una trimestrale con book-to-bill di 2:1. Negli Stati Uniti l'andamento è stato più lineare: Lockheed Martin e RTX hanno chiuso il semestre con backlog rispettivamente di 230 e 289 miliardi di dollari, salendo del 10% e del 7% in singole sedute a fine luglio. In Asia, il settore ha registrato la volatilità più marcata del semestre: i titoli della difesa coreana sono passati da un +34% a un −13% da inizio anno nel giro di cinque mesi, un esempio di premio geopolitico che si riduce più rapidamente di quanto si sia formato.

Approfondimento dedicato Il comparto Difesa/Aerospazio è trattato per esteso — con il confronto comparativo USA/Europa/Asia, la cronologia completa e le soglie da monitorare nei prossimi mesi — nella pagina verticale dedicata al settore.

Elettronica/Semiconduttori — risultati disomogenei sotto la stessa narrativa AI

Il tema dell'intelligenza artificiale ha continuato a dominare il settore, con differenze tra le singole aziende più marcate che nel 2025. Intel ha registrato il suo miglior giorno in borsa dal 1987: +23,6% il 24 aprile, dopo una trimestrale che ha superato le attese (EPS 29 centesimi contro 1 atteso). NXP Semiconductors ha guadagnato tra l'11% e il 26% (a seconda della finestra temporale considerata) il 28 aprile, con tutti i mercati finali in crescita. Broadcom ha invece registrato una delle correzioni più marcate del semestre: −12,6% il 4 giugno su un volume di 81 milioni di azioni (circa 8 volte la media giornaliera di circa 10,25 milioni, il multiplo più elevato registrato in questo report), pari a oltre 300 miliardi di dollari di capitalizzazione persi in una seduta, nonostante ricavi trimestrali record — la guidance AI per il trimestre successivo (16 miliardi contro 17,2 attesi) non ha convinto il mercato. Nvidia ha registrato volumi elevati per l'intero semestre (tra 150 e 290 milioni di azioni in più sedute tra maggio e giugno), a conferma della centralità del titolo nel dibattito sulla sostenibilità della spesa AI: −6,20% il 5 giugno, in coincidenza con il calo dei semiconduttori innescato dalla guidance Broadcom, poi −4,13% il 23 giugno nel calo generalizzato del comparto legato a timori di sopravvalutazione del tema AI (Micron −13%, indice semiconduttori −7,9%). Micron ha guadagnato circa il 16% in una sola sessione il 24-25 giugno, su ricavi record di 41,46 miliardi di dollari (+346% anno su anno) trainati dalla domanda di memoria HBM per l'AI. Texas Instruments ha guadagnato l'8-9% a fine gennaio con la prima guidance in crescita sequenziale in sedici anni. Nokia ha registrato un +12% pre-market il 23 aprile — il valore più alto a Helsinki dal 2010 — trainata dal segmento AI/Cloud (+49%) e da un investimento diretto di Nvidia da 1 miliardo di dollari. ASML ha guadagnato oltre il 115% da inizio anno a metà luglio, con bookings trimestrali quasi doppi rispetto alle attese. STMicroelectronics ha invece mostrato quanto il settore resti sensibile alle indicazioni prospettiche: +15,8% ad aprile su una trimestrale solida, poi −15% a luglio a fronte di una guidance solo lievemente inferiore alle attese per il trimestre successivo.

Il quadro complessivo indica che l'IA continua a generare valore reale nei semiconduttori, ma il mercato tende a penalizzare anche scostamenti minimi dalle attese; i volumi di scambio elevati indicano che queste reazioni riflettono un riposizionamento diffuso rispetto alla narrativa AI, non movimenti isolati.

Automotive — dazi, sentenze giudiziarie e pressione strutturale

Il comparto automotive ha attraversato un semestre condizionato più dall'evoluzione giudiziaria che dalla domanda di mercato. La sentenza della Corte Suprema USA del 20 febbraio ha influito positivamente sui risultati di Ford (+6% after-hours il 29 aprile, su un volume di circa 69,6 milioni di azioni — circa il 21% sopra la media degli ultimi tre mesi — EPS 66 centesimi contro 19 attesi, anche grazie a un rimborso tariffario di 1,3 miliardi di dollari) e di General Motors (+1,3% il 28 aprile, beneficio stimato di circa 500 milioni dalla sentenza IEEPA). In Europa la dinamica resta quella già descritta nel report occupazionale: utili in calo a doppia cifra per BMW e Mercedes-Benz, sotto pressione per dazi residui, concorrenza cinese sui prezzi e transizione elettrica ancora costosa; Volkswagen ha chiuso un trimestre debole (−1,78% il 30 aprile) nonostante un free cash flow in miglioramento. Tesla ha registrato la variazione più marcata del semestre tra i titoli automotive: −14,4% in una singola seduta il 23 luglio, su un volume di circa 114,8 milioni di azioni scambiate (circa 3,6 volte la media giornaliera) — il segnale più netto del semestre di una reazione di mercato ampia, non marginale — dopo una trimestrale con margine operativo sceso all'1,4% (dal 4,1% dell'anno precedente) nonostante consegne record da 480.126 unità. In Asia, Toyota ha chiuso l'esercizio fiscale (marzo 2026) con un utile operativo in calo del 21,5% per effetto dei dazi USA (circa 1,38 mila miliardi di yen), mentre Hyundai e Kia hanno registrato ricavi record ma utili operativi in calo di circa il 27-31%.

Costruzioni/AEC e Meccanica/Automazione — crescita meno visibile, trainata dalla domanda AI

Con minore visibilità mediatica ma risultati solidi: Caterpillar ha toccato fino a +9,7% e un nuovo massimo storico il 30 aprile, con un backlog record di 63 miliardi di dollari sostenuto dalla domanda di data center (il segmento Power & Energy è cresciuto del 32%). Atlas Copco ha guadagnato il 7,25% dopo una trimestrale solida, trainata dalla domanda di sistemi vacuum per i semiconduttori. Sono i due casi che meglio illustrano come la crescita della domanda legata all'intelligenza artificiale interessi anche i settori più tradizionali della meccanica industriale, attraverso la domanda di infrastrutture fisiche. Le costruzioni europee (Vinci, Eiffage, Saint-Gobain, Heidelberg Materials) hanno invece avuto un semestre più piatto, con reazioni di borsa contenute nonostante backlog e ricavi in crescita.

Energia — il peso della geopolitica

Con lo scoppio del conflitto Iran-Israele-USA, il prezzo del petrolio è tornato al centro dell'attenzione dei mercati. Il Brent ha sfiorato i 120 dollari al barile prima di ridiscendere, per poi risalire oltre i 100 dollari a fine luglio con la ripresa dei combattimenti. TotalEnergies ha superato le attese di utile del 18%, nonostante circa il 15% della propria produzione fosse temporaneamente ferma per la disruption in Medio Oriente. BP ha più che raddoppiato l'utile trimestrale grazie ai profitti da trading energetico, guadagnando circa il 20% da fine febbraio. Vestas, sul fronte delle rinnovabili, ha registrato il miglior primo trimestre dal 2018 in termini di marginalità (3,2% da 0,4%), a indicare che la transizione energetica continua a progredire anche in un anno dominato dalle notizie sui combustibili fossili. Dietro l'etichetta unica "Energia" convivono tuttavia tre mercati distinti: un comparto oil & gas guidato dalla guerra, una fusione da 67 miliardi di dollari (NextEra-Dominion) che segnala lo spostamento delle utility verso titoli di crescita, e una biforcazione delle rinnovabili tra un'amministrazione USA che cancella lease eoliche e un'Europa che continua a registrare backlog record.

Approfondimento dedicato Il confronto completo tra oil & gas, utility e rinnovabili — con i grafici sul prezzo del Brent e sulla dispersione di performance tra sotto-comparti, la cronologia geopolitica e il dato occupazionale — nella pagina verticale Energia.

Ferroviario/Navale — un consolidamento senza eventi di mercato di rilievo

Il comparto non ha registrato eventi di mercato di particolare rilievo, ma un tema di fondo resta significativo per chi segue l'occupazione ingegneristica: la trattativa M&A su Talgo (con Stadler Rail come possibile acquirente) e i backlog record di Fincantieri (74,2 miliardi di euro) indicano che anche in questo comparto la domanda di capacità produttiva, e quindi di manodopera qualificata, resta elevata.

Parte 2 — Approfondimento: Difesa/Aerospazio, la geopolitica dietro ai numeri

L'elemento centrale emerso da questo settore nel primo semestre 2026 è che la domanda di difesa in Europa non dipende più solo dalla volontà politica, ma dalla capacità industriale disponibile. Gli impegni finanziari sono presenti, tradotti nell'obiettivo del 5% del PIL entro il 2035 concordato all'Aia nel 2025, ma tradurli in fregate, missili e munizioni consegnate richiede fabbriche, ingegneri e catene di fornitura che non esistevano dieci anni fa, quando il settore era considerato in declino strutturale.

La cronologia del semestre

28 febbraio 2026 — USA e Israele attaccano l'Iran, dando avvio a un conflitto che si protrarrà per mesi. È il primo shock geopolitico del semestre e mette sotto pressione i sistemi di difesa aerea: la domanda di intercettori missilistici (dal Patriot americano al Cheongung coreano) diventa concreta.

Primavera 2026 — Mentre l'Iran domina i titoli, la guerra in Ucraina prosegue con un'evoluzione tattica rilevante: l'offensiva ucraina di droni a lungo raggio colpisce le raffinerie russe, con l'attacco a Omsk (2.500 km dal fronte) alla vigilia del vertice NATO di luglio, a conferma che la guerra dei droni è diventata centrale quanto quella dell'artiglieria.

24 giugno 2026 — La Germania cancella il programma di fregate F126, Rheinmetall perde il 19% in una seduta e l'intero comparto tocca i minimi dell'anno — a conferma che, anche nel settore più favorito dal contesto del semestre, i singoli programmi possono comunque saltare.

7-8 luglio 2026 — Il vertice NATO di Ankara segna un punto di svolta: oltre 50 miliardi di dollari in nuovi contratti, un programma anti-drone da 40 miliardi ("Drone Edge"), l'avvio di trattative dirette della NATO per l'acquisto di velivoli da sorveglianza Saab GlobalEye. Il vertice evidenzia anche alcune tensioni interne all'Alleanza: nessuna data fissata per il prossimo summit, la Spagna isolata e criticata pubblicamente da Trump, e le tensioni su Groenlandia che tornano a incidere sul rapporto transatlantico.

23 luglio 2026 — Negli Stati Uniti, Lockheed Martin e RTX chiudono il semestre con trimestrali che descrivono un andamento più lineare rispetto a quello europeo: crescita solida e backlog in aumento (oltre 500 miliardi di dollari combinati). Ciò conferma che il ciclo di "restock" post-Ucraina del Pentagono, meno dipendente dalle decisioni politiche legate a un singolo summit, procede con maggiore regolarità rispetto al corrispettivo europeo.

Il dato occupazionale: oltre un milione di posti di lavoro

Oltre ai movimenti di borsa, il dato più rilevante ai fini di questa analisi resta quello occupazionale: il comparto aerospazio-difesa europeo ha raggiunto 1,1 milioni di occupati diretti (+6,9% in un anno secondo l'ultimo report ASD), confermato dai piani di assunzione dei singoli gruppi — Rheinmetall punta a 40.000 dipendenti (+30% dai livelli pre-boom), Thales ha ricevuto 1,4 milioni di candidature per i suoi piani di assunzione 2026, Leonardo punta a 75.500 dipendenti entro il 2030. Si tratta di un riscontro concreto di quanto i mercati esprimono in modo più discontinuo: la domanda di ingegneri, tecnici e operai specializzati nella difesa europea riflette un cambiamento strutturale del mercato del lavoro, coerente con la tesi al centro del report ERM di Vespri sull'adiacenza automotive-difesa.

Continua sulla pagina del settore Confronto comparativo completo USA/Europa/Asia (spesa, borsa, backlog, outlook), la volatilità estrema dei titoli difesa coreani e giapponesi, e le tre soglie da monitorare per capire dove va l'occupazione del settore nei prossimi 12-18 mesi: tutto nella pagina verticale Difesa/Aerospazio.

Note

Come leggere questo report Dove il report occupazionale (ERM) e il benchmark finanziario misurano lo stato strutturale dei sette settori — posti di lavoro persi o creati, margini in espansione o contrazione — questo terzo report racconta la cronaca del semestre: quali eventi geopolitici e quali reazioni di mercato hanno accompagnato quei numeri, settore per settore, con un approfondimento dedicato al comparto Difesa/Aerospazio, il più esposto alla cronaca internazionale del periodo.
Nota di metodo Dove i dati lo consentono, ogni evento è accompagnato non solo dalla variazione percentuale di prezzo ma anche dal volume di scambio — il numero di azioni scambiate, spesso espresso come multiplo della media giornaliera. È un dato che conferma se un movimento di prezzo riflette una convinzione ampia del mercato o solo un aggiustamento marginale. La disponibilità pubblica di questo dato è però disomogenea: affidabile e granulare per i titoli USA, più scarsa per i listini europei e asiatici, dove le fonti finanziarie riportano quasi sempre la sola variazione di prezzo. Dove il volume non è disponibile viene segnalato esplicitamente, invece di ometterlo silenziosamente. Per i titoli europei della difesa (Rheinmetall, Dassault, Saab, Leonardo) le fonti pubbliche riportano quasi sempre la sola variazione di prezzo, non il volume assoluto — una lacuna che vale la pena segnalare esplicitamente, dato il taglio borsistico di questo report.

Fonti: SIPRI (spesa militare mondiale 2025), ASD (Aerospace, Security and Defence Industries Association of Europe), comunicati e trimestrali ufficiali delle società citate, Tax Foundation (stima dazi IEEPA), quotazioni di borsa pubbliche. Dove disponibile, ogni variazione di prezzo è accompagnata dal volume di scambio o dal suo multiplo rispetto alla media giornaliera; la disponibilità di questo dato è disomogenea tra USA, Europa e Asia e viene segnalata esplicitamente quando mancante.