Sintesi del semestre
Nel primo semestre 2026 il settore Energia non costituisce un blocco unico, ma comprende tre mercati che si muovono in direzioni opposte pur rientrando nella stessa classificazione; la guerra scoppiata tra Stati Uniti/Israele e Iran il 28 febbraio è il fattore comune a tutti e tre. Nell'oil & gas i prezzi hanno registrato l'aumento più marcato dai tempi dello shock russo del 2022: il Brent è passato da circa 61$ a un picco di guerra di 126$, per poi ridiscendere quasi ai livelli pre-bellici e risalire di nuovo verso quota 100$ a fine luglio, generando per le major utili da trading particolarmente elevati. Nelle utility la dinamica è di natura strutturale, non bellica: la fusione da 67 miliardi di dollari tra NextEra Energy e Dominion Energy indica che la domanda elettrica dei data center AI sta trasformando titoli storicamente difensivi in titoli di crescita. Nelle rinnovabili, infine, la stessa classificazione comprende due mercati opposti: l'amministrazione Trump ha corrisposto quasi 2,6 miliardi di dollari a sviluppatori eolici per l'abbandono di progetti già completati fino all'80%, mentre gli ordini di Vestas e la componente non eolica di Siemens Energy restano solidi.
I numeri di fondo: il Brent chiude la settimana del 24 luglio intorno ai 97$/barile — circa +59% da inizio anno e +44% su base annua, il rialzo più marcato dal 2022. Le utility mondiali si preparano a investire fino a 240 miliardi di dollari nel 2026 per adeguare le reti alla domanda AI. Circa 30 GW di capacità eolica offshore statunitense restano bloccati da azioni dell'amministrazione, mentre in Europa i backlog dei produttori di turbine toccano nuovi record.
La linea mostra il doppio shock del semestre: la guerra Iran-USA del 28 febbraio porta il Brent da ~72$ a un picco intraday di 126$ entro fine aprile; una tregua riporta i prezzi vicino ai livelli pre-bellici per inizio luglio, prima che la nuova escalation di metà luglio — blocco navale dello Stretto di Hormuz, attacchi Houthi nel Mar Rosso — li riporti quasi a quota 100$.
Tre comparti, tre andamenti
Oil & Gas — utili solidi, ma la domanda mostra segnali di rallentamento
Equinor ha chiuso il Q2 2026 con un utile netto di 4,84 miliardi di dollari (+267% a/a) e un rialzo di borsa da inizio anno del 57%, il più marcato tra le major; ExxonMobil (+31%), Chevron (+29%) e BP (+27%) seguono a ruota, tutte trainate dal greggio sopra i 90$. Le europee hanno vinto sul fronte del trading più che su quello della produzione: BP, Repsol, TotalEnergies, Eni ed Equinor hanno sommato 21,7 miliardi di dollari di utili nel solo primo trimestre 2026 (+43% a/a), con BP che ha più che raddoppiato l'utile anno su anno e TotalEnergies che ha alzato il dividendo interinale del 6%. Ma la stessa volatilità che genera questi utili sta già comprimendo la domanda: l'EIA vede il consumo mondiale in calo nel 2026, e Goldman Sachs stima che il mondo stia attingendo alle scorte a un ritmo di 11-12 milioni di barili al giorno per compensare la produzione mancante dal Golfo.
Utility — da titoli difensivi a titoli di crescita
L'acquisizione di Dominion Energy da parte di NextEra per 67 miliardi di dollari — la più grande operazione mai realizzata nel settore elettrico — crea una utility da 110 GW di capacità combinata proprio nel cuore della "Data Center Alley" della Virginia. Il giorno dell'annuncio Dominion è salita del 9,4% e NextEra è scesa del 4,6%, segno che il mercato premia chi vende scala e penalizza chi la compra a debito azionario. In Europa il copione è più lento ma nella stessa direzione: Iberdrola ha alzato la guidance 2026 a +8% di utile netto e ha varato una joint venture con Echelon Data Centres che le garantisce una quota diretta nei data center spagnoli, mentre Enel ha confermato un piano da 35 miliardi di euro di capex 2026-2028. Il settore nel suo complesso si prepara a investire fino a 240 miliardi di dollari nel 2026 per la sola domanda AI, un costo che si riflette già sui consumatori: le bollette elettriche USA sono salite del 6,1% ad aprile su base annua, alimentando le prime forme di opposizione politica ai data center.
Rinnovabili — due mercati opposti sotto la stessa classificazione
Negli Stati Uniti l'amministrazione Trump ha sistematicamente smontato la pipeline eolica offshore: dopo il ritiro delle lease di TotalEnergies (928 mln $, marzo), sono seguiti Bluepoint Wind e Golden State Wind (~900 mln $, aprile) e Invenergy (765 mln $, giugno), per un totale di circa 30 GW di capacità a rischio lungo la East Coast. Ørsted, l'azienda più esposta tra gli sviluppatori, ha affrontato in gennaio-febbraio un'ulteriore fase critica: un ordine di sospensione dei lavori su Sunrise Wind — proprio il progetto per cui aveva varato nel 2025 un aumento di capitale da 9,4 miliardi di dollari — poi ribaltato da un giudice federale il 3 febbraio. Il titolo tratta ancora oggi nella fascia 148-158 corone danesi, una frazione dei massimi 2021. In Europa la fabbrica degli ordini resta solida: Vestas ha chiuso il Q1 2026 con un backlog combinato record di 76,1 miliardi di euro, mentre Siemens Energy — tecnicamente "rinnovabili" per il controllo di Siemens Gamesa, ma il cui rally da inizio anno (~+30%) è trainato dalle turbine a gas e dalla tecnologia di rete, non dall'eolico — segnala che dentro lo stesso conglomerato convivono le due velocità del comparto.
La sintesi comparativa
| Dimensione | Oil & Gas | Utility | Rinnovabili |
|---|---|---|---|
| Driver 2025-26 | Brent da ~61$ a ~97$/barile, guerra Iran dal 28 feb | Domanda elettrica trainata dai data center AI (+60% atteso 2025-2045) | Stop-work e cancellazioni lease USA vs ordini record in Europa |
| Performance borsa YTD 2026 | Equinor +57%, ExxonMobil +31%, Chevron +29%, BP +27% | Iberdrola +7%; Dominion +9,4% / NextEra −4,6% il giorno del deal | Siemens Energy +30% (turbine a gas, non eolico); Ørsted vicino ai minimi post-aumento di capitale |
| Riferimento principale | Utili trading combinati BP+Repsol+TotalEnergies+Eni+Equinor: 21,7 mld $ nel Q1 2026 (+43% a/a) | Fusione NextEra-Dominion: 67 mld $, 110 GW di capacità combinata | ~30 GW di eolico offshore USA a rischio; backlog Vestas 76,1 mld € |
| Driver geopolitico principale | Guerra Iran, blocco Stretto di Hormuz, OPEC+ | Corsa dei data center, consolidamento settoriale | Politica energetica dell'amministrazione Trump vs. transizione europea |
| Outlook | Prezzi volatili, scorte USA ai minimi: poco margine per assorbire nuovi shock | Da titoli difensivi a titoli di crescita, ma cresce la tensione sulle bollette | Biforcazione geografica destinata a persistere almeno fino alle midterm USA 2026 |
Confronto tra un sottoinsieme di titoli rappresentativi dei tre sotto-comparti. Il dato più rilevante è la dispersione tra i risultati: all'interno della stessa etichetta "Energia" convivono un'Equinor in crescita del 57% e un Ørsted che tratta ancora vicino ai minimi storici dopo l'aumento di capitale del 2025.
Dettaglio movimenti per azienda
| Data | Azienda | Movimento | Evento |
|---|---|---|---|
| 3 feb 2026 | Ørsted | +2,5% | Un giudice federale sospende il blocco USA su Sunrise Wind |
| 6 mag 2026 | Vestas | −3,3% | Ricavi e margini oltre le attese (EBIT +807%), ma il titolo scende sui timori nel segmento Service |
| 6 mag 2026 | Ørsted | −3,0% | EBITDA +8% a/a, in linea con le attese, ma svalutazioni USA e tassazione più alta pesano sull'utile netto |
| 18 mag 2026 | Shell | +3,8% | Rally di metà maggio su mercati petroliferi più tesi, dopo il beat del Q1 e nuovi buyback |
| 18 mag 2026 | Dominion Energy | +9,4% | Annuncio fusione da 67 mld $ con NextEra Energy |
| 18 mag 2026 | NextEra Energy | −4,6% | Stesso annuncio: il mercato penalizza l'acquirente |
| 22 lug 2026 | Equinor | +3,5% (pre-market) | Trimestrale Q2, buyback raddoppiato a 3 mld $ nonostante utile rettificato sotto le attese |
| 22 lug 2026 | BP | +1,7% | Rally del petrolio, nuova escalation Iran-USA |
Le voci del settore
Le citazioni dirette di CEO e istituzioni, raccolte da comunicati e interventi pubblici, offrono un riscontro diretto sull'andamento del semestre.
Ha stimato che circa 900 milioni di barili non sono stati prodotti a causa della guerra, un buco finora colmato solo tramite prelievi dalle scorte strategiche. Si aspetta prezzi strutturalmente più alti anche a guerra finita, perché "all the easy oil and gas has been found".
Wael Sawan, CEO Shell — Q1 2026 earnings call (7 maggio) e interventi pubblici successivi
"Electricity demand is rising faster than it has in decades."
John Ketchum, CEO NextEra Energy — comunicato sull'acquisizione di Dominion Energy (18 maggio)
"Reliable energy is important in a volatile world marked by heightened geopolitical tension." Ha collegato la solidità dei conti a produzione in crescita e a un buyback annuale raddoppiato a 3 miliardi di dollari.
Anders Opedal, CEO Equinor — risultati del secondo trimestre 2026 (22 luglio)
Ha sostenuto che gli sviluppatori avevano acquistato nel 2022 un modello di business reso conveniente solo da incentivi che l'amministrazione considera ormai superati. Critici come il deputato Jared Huffman hanno definito la linea dell'amministrazione un ostacolo ideologico a una fonte di energia capace di ridurre i costi per i consumatori americani.
Doug Burgum, Interior Secretary — sulle cancellazioni delle lease eoliche USA
La geopolitica dietro ai numeri: la cronologia essenziale
22 dicembre 2025 — Il BOEM sospende la lease del progetto eolico Sunrise Wind (Ørsted), completato al 45%: apre la stagione di scontri legali tra sviluppatori eolici USA e amministrazione.
28 febbraio 2026 — USA e Israele attaccano l'Iran. Il Brent passa da ~72$ a un picco intraday di 126$ in due mesi; il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz è di fatto bloccato.
23 marzo 2026 — TotalEnergies cede le lease eoliche USA (New York Bight, Carolina Long Bay) per un rimborso di 928 milioni di dollari; il capitale liberato viene reinvestito in LNG e shale in Texas.
27 aprile 2026 — Il DOI cancella le lease di Bluepoint Wind e Golden State Wind per circa 900 milioni di dollari complessivi: sale il conto dei progetti offshore USA abbandonati.
30 aprile 2026 — Il Brent tocca il picco di guerra: 126$ intraday, massimo storico della finestra gennaio-luglio 2026.
18 maggio 2026 — NextEra Energy annuncia l'acquisizione di Dominion Energy per 67 miliardi di dollari: nasce la maggiore utility regolata al mondo, scommessa esplicita sui data center AI.
Giugno 2026 — Washington paga 765 milioni di dollari a Invenergy per rinunciare alle proprie lease eoliche: il totale della capacità eolica USA a rischio sale a circa 30 GW sulla East Coast.
8-24 luglio 2026 — Nuova escalation Iran-USA: blocco navale dello Stretto di Hormuz, attacchi Houthi a petroliere saudite nel Mar Rosso. Il Brent risale da ~76$ a quasi 100$ in due settimane; sospesi i caricamenti del Caspian Pipeline Consortium in Kazakhstan.
Il dato occupazionale: 16,6 milioni di occupati nelle rinnovabili
Oltre alle oscillazioni di borsa, il dato occupazionale descrive una dinamica più lenta ma altrettanto rilevante. A livello globale il settore rinnovabili impiega oggi 16,6 milioni di persone secondo il rapporto congiunto IRENA-ILO di gennaio 2026: la Cina da sola concentra oltre il 40% dell'occupazione eolica mondiale, mentre nel Regno Unito le rinnovabili occupano già 30.000 persone in più rispetto all'oil & gas tradizionale (145.000 posti contro un comparto fossile sostanzialmente stagnante).
| Area | Dato occupazionale | Dettaglio |
|---|---|---|
| Globale (rinnovabili) | 16,6 milioni di occupati | Rapporto IRENA-ILO, gennaio 2026 (dati 2024); Cina oltre il 40% dell'eolico mondiale |
| Regno Unito (clean energy) | 145.000 occupati, +400.000 necessari entro il 2030 | 30.000 posti in più del comparto oil & gas |
| USA (clean energy) | ~830.000 posti a rischio | Effetto della legge di bilancio federale 2026 che smantella i crediti fiscali IRA per eolico e solare |
| USA (oil & gas) | Occupazione ai minimi 2026 | Nonostante la produzione record: l'automazione, non la domanda, ne spiega il calo |
| Texas | 283.000 occupati nel clean energy (29% del totale energia) | Crescita già in rallentamento per effetto della stessa legge federale |
Vale lo stesso principio già emerso nel report ERM di Vespri sull'automotive: la transizione energetica raramente sposta la stessa persona dallo stesso posto di lavoro. Un lavoratore offshore del Golfo del Messico e un tecnico di pale eoliche in Nevada condividono in teoria competenze trasferibili, ma raramente la stessa area geografica; i dati IRENA-ILO confermano che il costo della transizione si distribuisce in modo diseguale tra territori e generazioni, non in modo automatico o uniforme.
Fattori di cambiamento da monitorare
Tre soglie da monitorare per chi segue il settore da una prospettiva di mercato del lavoro e investimenti:
1. Se lo Stretto di Hormuz resta bloccato stabilmente, e non solo a intermittenza, il Brent resta strutturalmente sopra i 90-100$, ma cresce con esso il rischio di distruzione della domanda già segnalato dall'EIA per l'Asia — un rally capace di consumare da solo il proprio carburante.
2. Se i tribunali USA confermano in via definitiva, oltre le ingiunzioni temporanee già ottenute da Ørsted, che le sospensioni delle lease eoliche sono illegittime, si riapre la finestra per completare almeno parte dei ~30 GW di capacità offshore oggi bloccata.
3. Se la crescita della domanda elettrica dei data center rallenta rispetto alle proiezioni attuali (+60% al 2045), il re-rating delle utility rischia di sgonfiarsi con la stessa rapidità del ciclo "clean energy" dei primi anni 2020, già attraversato una volta dagli stessi titoli.
Lo stesso settore, letto dagli altri report Vespri
Il dato occupazionale citato sopra (+10.581 posti nel 2022-2026 secondo ERM) viene dal report Occupazione. L'espansione di margine (+2,8pp EBITDA) è approfondita nel report Finanza. Il profilo di competenze richieste dagli annunci di lavoro del settore è nel report Competenze.
Note
Nota di lettura: nella tabella di sintesi comparativa, la riga "Performance borsa YTD 2026" è quella con le variazioni di prezzo esplicite; le altre righe (driver, riferimento principale, driver geopolitico) danno il contesto che spiega perché quelle variazioni si sono verificate.